Una Filantropia Popolare | Editoriale di Enzo Manes


La filantropia non è solo una “cosa da ricchi”, ma può e deve essere un agire dei cittadini, alla portata di tutti. Il filantropo di oggi è semplicemente una persona che nelle sue possibilità agisce per il bene comune. Tutti possiamo essere filantropi e tutti siamo costantemente coinvolti in atti filantropici, come protagonisti o come beneficiari.

La filantropia è innovativa e popolare nell’Editoriale di Enzo Manes sul secondo numero di CIVIC | Quaderni di Fondazione Italia Sociale.


La filantropia è viva, più che mai. Anche se, forse, non siamo abituati a chiamarla con questo nome perché ci condiziona un’idea un po’ passata ed elitaria.

Ma la verità è che l’immagine del filantropo come persona facoltosa che verso il termine della propria vita decide di restituire parte della fortuna accumulata, decidendo di propria iniziativa a quali cause dedicarsi, non rispecchia più la realtà dei nostri giorni. Valeva in un altro tempo, per un’altra società.

Mentre oggi l’idea che avanza è quella di una filantropia come “azione volontaria per il bene comune”, come si spiega in uno dei testi di questo numero.

Il cambiamento di prospettiva è radicale. Significa che l’agire filantropico sostiene la vita sociale. Ne fa parte e le assicura consistenza. Non è l’esercizio caritatevole di una minoranza abbiente, ma il modo stesso con cui una comunità si confronta sul tema essenziale del bene e stabilisce quali sono i legami che la tengono insieme. Tutti siamo costantemente coinvolti in atti filantropici, come protagonisti o come beneficiari. Per il principio che nessuno è un’isola e tutti dipendiamo dai rapporti con gli altri. Con chi ci è più vicino o anche con chi è più lontano, ma, invisibilmente, ci è comunque connesso.

Questo significa che l’agire filantropico ha un ruolo essenziale nella costruzione della convivenza civile. Ne è la base, perché per suo tramite si crea un’intesa su quanto riconosciamo come bene comune. Definisce dei modelli di comportamento e fissa le linee lungo le quali sappiamo di poterci affidare ad un rapporto reciproco di solidarietà. In altre parole, costruisce la tessitura del nostro vivere insieme.

Per questo motivo abbiamo scelto come tema di questo quaderno l’idea di “filantropia popolare”. Cioè di un’azione filantropica alla portata di tutti, senza distinzioni di reddito. Non un’attività da ricchi, ma un agire da cittadini. Da persone che vivono nello spazio pubblico sapendo che a volte, per fare davvero il proprio interesse, è necessario rinunciare a qualche pretesa individuale per perseguire un interesse comune. Perché dalla qualità delle comunità in cui viviamo dipende anche la qualità delle nostre vite private. E non c’è, non ci può essere, una separazione tra il mio spazio privato e lo spazio condiviso con gli altri.

È il percorso che abbiamo deciso di intraprendere con Fondazione Italia Sociale. Per rendere la filantropia un gesto popolare, di comunità, accessibile a tutti. E per mostrare allo stesso tempo lo stretto legame che unisce quest’idea di filantropia con una nozione responsabile di cittadinanza. Senso civico e apertura all’altro, disponibilità al dono e fiducia, sono in fondo modi diversi per significare che una società sta insieme se condivide un’idea di bene.

 

ENZO MANES

Presidente Fondazione Italia Sociale

 

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