Tutta la forza del Terzo Settore in numeri


Oggi in Italia coinvolge 5 milioni e mezzo di persone, ne fa lavorare più di 800mila e con le sue attività filantropiche rappresenta una delle poche risposte concrete alla crisi economica. Non male per essere “soltanto” il Terzo dei settori

C’è un “–ismo” in Italia che smentisce e ribalta tutti i cliché negativi e astratti generalmente associati a questo suffisso. È il “volontarismo”, espressione che ricalca il corrispettivo anglosassone “volunteerism” e che in italiano rendiamo più spesso con il termine “volontariato”. A prescindere dal nome che gli si vuole dare, si tratta di qualcosa che affonda le radici in una storia di filantropia e di solidarietà sociale alla quale il nostro Paese sta aggiungendo insistentemente nuove pagine. Lo dimostra la fotografia aggiornata scattata da Istat, che a dicembre 2016 conta 343.432 istituzioni attive nel Terzo settore, con circa 5,5 milioni di volontari e più di 800mila dipendenti regolarmente retribuiti. Un esercito battente bandiera non profit che, dall’ultimo censimento generale del 2011, è cresciuto molto, offrendo lavoro – e questo è forse il rilievo più eclatante – al 39,6 per cento di operatori in più rispetto allo stesso periodo. Oltre la metà viene reclutato dalle cooperative sociali, forma associativa in espansione che tuttavia rappresenta solo il 4,5 per cento dei profili giuridici che compongono il mosaico della sussidiarietà made in Italy. A spartirsi le altre tessere sono in primis le associazioni riconosciute e non riconosciute, pari all’85,1 per cento del totale, 28.149 istituti di varia natura come le società di mutuo soccorso, enti ecclesiastici civilmente riconosciuti, istituzioni sanitarie o educative, imprese sociali e 7.509 fondazioni.

Il 64 per cento di queste realtà sviluppa la propria attività senza scopo di lucro prevalentemente nell’area cultura-sport-ricreazione, mentre il restante 36 per cento si divide tra l’assistenza sociale, il settore delle relazioni sindacali, l’istruzione e la ricerca. Chiude la carrellata la sanità, dove in compenso si registra la più alta densità di lavoratori: ogni organismo operativo in questo campo si avvale mediamente di 15 addetti.

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Foto in evidenza: Manu Gòmez

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